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Magazzini Forma e Memoria.

I PRIMI SEGNI

Un disegno con i nonni, la costruzione di un armadio, un libro su Sabaudia sono i primi segni. Dentro il caos e la psicoanalisi si concretizza il dialogo tra la Memoria senza nostalgia e la Forma del presente.

era una notte buia e tempestosa …

eravamo, infatti e se non ricordo male, intorno al ’77 o al ’78, un momento, peraltro, di svolta nella storia, nella cultura, nel costume e nella politica degli italiani.

La Roma degli anni settanta, pur non avendo più lo smalto degli anni precedenti, e pur essendo passata da un Rosati all’altro, da via Veneto a piazza del Popolo era, comunque e in buona sostanza, ancora quella dei Moravia e dei Pasolini, della Morante e di Tano Festa, di Angeli, di Schifano, di Bonito Oliva agli esordi e non ancora del tutto nudo, dei post-astrattisti, dei concettuali, dei minimalisti, di Sacripanti e di Di Mafai, di Novelli e di Perilli, di Twombly e di Robert Smithson, di quei giovanissimi, allora sconosciuti, che si chiamavano Cucchi, Chia, Clemente, e delle tante piccole e grandi avanguardie, come si diceva all’epoca, molto, molto “trasversali”.     Gli architetti romani, invece, sbandati e un po’ rimminchioniti tra le torve geremiadi dellavolpiane del GRAU e le pietrificate incertezze metamorfiche profetizzate da uno Zevi ancora smagliante, stentavano a darsi uno statuto nuovo. La galleria di Moschini muoveva i primi passi. Purini faceva ancora paura agli accademici dei quali diverrà poi vessillo ed erede universale.  Dario Passi faceva coppia fissa con Giangi Dardia. I testi di Rossi e di Grassi più che letti, venivano sventolati, esibiti, tal quale di come poco prima era avvenuto per il libretto rosso di Mao. Muratori sapeva ancora di zolfo e la tipologia, o per lo meno il suo fantasma scarnificato, veniva brandito come un randello, specie di molotov da tavolo da disegno.

  • 1977

    Founding of Company

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  • 1980

    First Project

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  • 2012

    Established first Studio

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  • 2014

    Lorem Ipsum

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  • 2017

    Launch of Protype B

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TRA NEGOZIO E ATELIER, LA CASA SENZA TEMPO

E' nell'umiltà di occuparsi di piccoli "temi" che si trova la chiarezza e la forza per affrontare la grande scala. Le regole applicate per la scenografia di una vetrina, per il disegno di un mobile, nella scelta di un tessuto, sono le stesse che regolano l'Architettura.